20 Settembre 2020
Comunicazioni

Dante Alighieri per Jorge Luis Borges
“Immaginiamo, in una biblioteca orientale, un’illustrazione ...”

25-03-2020 14:05 - News Generiche
Immaginiamo, in una biblioteca orientale, un'illustrazione di molti secoli fa. Forse è araba e ci dicono che vi sono raffigurati tutti i racconti delle Mille e una notte; forse è cinese e sappiamo che illustra un romanzo con centinaia o migliaia di personaggi. Nel tumulto delle sue forme, qualcuna – un albero che somiglia a un cono capovolto, minareti color vermiglio oltre un muro di ferro – richiama la nostra attenzione, poi da questa passiamo ad altre. Declina il giorno, si attenua la luce, e man mano che penetriamo nell'incisione comprendiamo che non c'è cosa sulla terra che non sia anche lì. Ciò che fu, ciò che è e ciò che sarà, la storia del passato e quella del futuro, le cose che ho avuto e quelle che avrò, tutto questo ci aspetta in qualche angolo di quel tranquillo labirinto... Ho immaginato un'opera magica, un'illustrazione che sia anche un microcosmo; il poema di Dante è questa illustrazione di vastità universale. Eppure credo che, se potessimo leggerlo con innocenza (ma tale felicità ci è negata), la prima cosa che noteremmo non sarebbe il suo carattere universale e meno ancora quanto ha di sublime e di grandioso. Molto prima noteremmo, credo, altri aspetti meno gravi e ben più dilettevoli; innanzitutto, forse, quello che evidenziano i dantisti inglesi: la varia e felice invenzione di dettagli precisi. A Dante non basta dire che, avvinghiatisi un uomo e un serpente, l'uomo si trasforma in serpente e il serpente in uomo; paragona questa mutua metamorfosi al fuoco che divora un foglio di carta, preceduto da una frangia rossastra dove il bianco muore e che ancora non è nera (Inferno, XXV, 64). Non gli basta dire che, nell'oscurità del settimo cerchio, i condannati socchiudono gli occhi per guardarlo; li paragona a uomini che si scrutano sotto una luna incerta o al vecchio sarto che infila l'ago (Inferno, XV, 19). Non gli basta dire che nel fondo dell'universo l'acqua si è ghiacciata; aggiunge che sembra vetro, non acqua (Inferno, XXXII, 24)...
da
“Nove saggi danteschi” Adelphi pagg. 176 , 11,90 € ISBN -10 8845916537




Fonte: DS

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